MANIFESTO IN ITALIANO

Manifesto degli Abitanti dei Quartieri soggetti alle demolizioni

Questo Manifesto é stato scritto da un gruppo di abitanti dei quartieri Marianas, Azinhaga dos Besouros, Estrada Militar, Quinta da Vítoria, Fim do Mundo e Quinta da Serra, con il sostegno del gruppo Direito à Habitação dell’associazione Solidariedade Imigrante.

Noi, abitanti dei quartieri demoliti o nell’imminenza di esserlo, esponiamo i seguenti fatti:

Vari quartieri dell’Area Metropolitana di Lisbona stanno in fase di demolizione. Sono stati costruiti decenni fa da lavoratori portoghesi immigrati dall’interno del Paese e dai loro figli che sono nati in Portogallo. Molte persone sono espulse dalle proprie case e non hanno diritto al rialloggiamento.

Il Programma Speciale di Rialloggiamento (PER) si basa su un censimento effettuato nel 1993.

Molti abitanti, arrivati nei quartieri prima del 1993, non sono stati inclusi nel PER. Noi ad esempio, che siamo lavoratori edili, siamo stati esclusi. Il nostro lavoro esige frequenti spostamenti durante molti giorni e ha comportato la nostra assenza dal quartiere e la nostra mancanza di informazione riguardo al censimento.

Esistono inoltre, nei nostri quartieri, migliaia di persone che arrivarono dopo il 1993 e che per la loro situazione economica precaria, per la discriminazione alla quale sono soggetti nell’accesso alle case del mercato privato e per l’inesistenza di una vera politica per la casa che possa rispondere alle loro necessità di alloggio, non hanno avuto altra alternativa che i quartieri di baracca

Ora i comuni ci cacciano via senza lasciarci alcuna alternativa abitativa, levandoci l’unico tetto che abbiamo.

Lavoriamo per costruire il Portogallo. Paghiamo le nostre tasse e contribuiamo per l’economia del Paese. Come ogni cittadino, rispettiamo i doveri nei confronti dello Stato, ma lo Stato non ci riconosce il diritto costituzionale ad avere un’abitazione.

Tenendo conto della storia della colonizzazione e considerando la storia dell’emigrazione della popolazione portoghese, crediamo che sia ingiusto il trattamento ricevuto dagli immigrati nel suolo portoghese.

Non non chiediamo case gratuite, ma l’accesso a una abitazione con un affitto che tenga conto dei nostri redditi.

Siamo disposti a collaborare con lo Stato per trovare una soluzione che rispetti i diritti di tutte le persone.

Denunciamo:

Il Programma Speciale di Rialloggiamento (PER) si é rivelato un programma limitato e ingiusto, che ha escluso molte persone.

I Municipi ci stanno trattando come se non fossimo esseri umani.

Le demolizioni contribuiscono a una degradazione dei quartieri, provocando innumerevoli danni psicologici, morali e materiali. Le condizioni di abitabilità sono andate peggiorando sostanzialmente dall’inizio delle demolizioni: macerie, canalizzazioni rotte, strutture danneggiate che creano infiltrazioni quando piove…..

Questo processo non solo si è caratterizzato per non avere nessun tipo di accompagnamento sociale, ma le demolizioni sono caratterizzate da una presenza violenta e abusiva delle forze di polizia, che si limitano a cacciar via brutalmente le persone dalle proprie case senza alcun tipo di dialogo. Questo é abuso di potere.

Esistono innumerevoli case non abitate nei quartieri di rialloggiamento, perché destinate alla vendita e che rimangono vuote ancora oggi.

Lo statuto illegale delle nostre case non é così evidente. Lo Stato ha permesso la costruzione di questi quartieri e, in alcuni casi gli ha sostenuti; Chiaramente i quartieri così costruiti servivano per porre rimedio alla carenza di case per i lavoratori che arrivavano nella città. In seguito lo Stato lasciò sviluppare questo mercato parallelo di abitazioni.

In molti casi le case furono comprate dalle persone, altre persone hanno pagato sempre l’affitto, le bollette della luce, dell’acqua, delle fognature e i contributi municipali.

Esistono anche casi di abitazioni illegali registrati nell’ufficio delle tasse.

Pensiamo che sia inammissibile che lo Stato non riconosca la sue responsabilità e che continui a manifestare una completa noncuranza nei confronti dei suoi cittadini.

Ci sentiamo trattati come se non fossimo persone. I Comuni e il Governo si passano le responsabilità come se si trattasse di una partita di ping-pong.

Quando sottoposti al nostro confronto i comuni ci lasciano delle speranze ma subito dopo ritornano in dietro sulle loro parole.

Il Governo ha presentato delle soluzioni e fatto delle promesse che non ha mai portato a termine.

Le false alternative sono ingiuste, provvisorie e discriminatorie: aiuto incerto di tre mesi d’affitto, giorni in centri di accoglienza o pensioni, proposte di ritorno al paese di origine.

Esigiamo che siano rispettati i nostri diritti!

ESIGIAMO che sia rispettato il diritto alla casa per tutti, sancito dall’articolo 65 della Costituzione Portoghese.

ESIGIAMO che siano sospese le demolizioni delle case dove vivono persone che non hanno alternativa abitazionale.

ESIGIAMO il rialloggiamento di tutti gli abitanti dei quartieri che non sono inclusi nel PER.

ESIGIAMO che lo Stato crei e applichi una vera politica della casa per tutti i cittadini.

ESIGIAMO l’accesso a una casa degna dove ci responsabilizziamo a pagare un affitto relazionato con i nostri redditi, così da creare un’opportunità per poter mostrare e difendere la possibilità di una vita migliore.

Casa per Tutti

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Uma resposta to “MANIFESTO IN ITALIANO”

  1. maurizio Says:

    Sono italiano, scusate se mi esprimo nella mia lingua d’origine , ma non posso fare altrimenti non conoscendo il portoghese.

    A dire il vero non do una risposta o un’eventuale soluzione, però io credo che la vita sia un viaggio (o più viaggi insieme) e ritengo che ogni viaggio abbia tre componenti base.
    Oltre la meta (più o meno vaga, ma una destinazione ce l’hai sempre) e il percorso, esiste il punto (o i punti) di partenza, le cosidette radici, l’heimat tedesca… in altre parole LA CASA;
    il luogo da cui iniziare, dove tornare , dove dormire, dove mangiare…
    Spero d’esser stato chiaro


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